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I MOLINI DELLA MOLINETTA

Prima parte: Gli esordi (1597-1753)
1. Il primo molino

La costruzione dei molini e le prime ipotesi di potenziamento.

2. Il follone da panni e lo scavo del canale della Molinetta

Il follone da panni di Jan Paul e lo scavo del canale della Molinetta.

3. Il secondo molino

La Città di Torino riacquista il follone e la costruzione del secondo molino.

Seconda Parte: L'assetto definitivo (1752-1872)

4. Il disegno dei mulini alla metà del XVIII secolo

Il consolidamento degli impianti e nuovi progetti di miglioramento.

5. I testimoniali di stato del 1845

Una dettagliata descrizione degli impianti della Molinetta alla metà dell'Ottocento.

6. La dimissione e la fine dei molini della Molinetta

La cessione della pesta e dei molini da parte della Città ed i loro smantellamento.

Terza Parte: L'epoca della forza motrice (1830-1915)   (In preparazione)

7. Le prime iniziative manifatturiere dai modesti successi

8. La fabbrica di candele steariche e saponi dei F.lli Lanza

I molini della Molinetta.

Gli impianti sorgevano nell’area oggi occupata dalle cliniche maxillofacciale ed odontoiatrica dell'ospedale, a lato del parcheggio multipiano. Si raggiungevano attraverso la strada che proveniva da quella Reale di Nizza, corrispondente all’attuale via Abegg.

Elaborazione di:www.icanaliditorino.it su base Google Maps e catasto Rabbini (1866)

   I molini della Molinetta erano piccoli impianti rurali e periferici al servizio delle campagne comprese tra il Po ed il Sangone. Per gli abitanti del Drosso, di Borgaretto, Stupinigi, Mirafiori e Lingotto, I “Molassi” di porta Palazzo erano davvero lontani e molti si recavano illecitamente a macinare i loro grani fuori dal territorio comunale. All’inizio del Seicento la Città di Torino decise di costruire un nuovo molino in loco, alimentandolo con le acque delle sorgenti naturali della zona, per l’appunto detta di Millefonti. Seguì l’insediamento di un follone da panni, sostituito poi da un secondo molino. La cronica insufficienza d’acqua e le difficoltà strutturali di potenziarli segneranno la storia di questi impianti. In seguito le risorgive verranno integrate dagli scoli di alcune bealere, ma nemmeno il loro apporto risulterà decisivo.

   Nell’Ottocento alla Molinetta si insediò la fabbrica di candele e saponi dei F.lli Lanza, destinata a diventare una realtà industriale di rilevanza nazionale.

   Oggi dei molini della Molinetta non resta più traccia, tuttavia essi hanno lasciato il nome, o meglio il soprannome, al maggiore ospedale cittadino, nome che nessun torinese ignora.

Pianta della Molinetta nel 1845. I molini erano alimentati sia dall'acqua delle sorgenti naturali raccolte in uno stagno, sia da quella della bealera Cossola ed altre convogliate dal canale della Molinetta. Il complesso comprendeva: (a) il molino superiore, (b) la pesta da canapa, (c) la cantina, (d) il molino inferiore.

Fonte:  ASCT

Ultimo aggiornamento della pagina: 11/04/2021

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