I MOLINI DELLA MOLINETTA

SOMMARIO

1. Il primo molino

Le vicende della costruzione e le prime ipotesi di potenzamento

2. Il follone da panni e lo scavo del canale della Molinetta

Il follone da panni di Jan Paul e l'apporto delle bealere superiori con lo scavo del canale della Molinetta

3. Il secondo molino

Attraverso una lunga causa la Città di Torino riacquista il follone. Il complesso raggiunge l'assetto definitivo con la costruzione del secondo molino

Seconda Parte: 1752-1872

Continua la ricerca di nuovi apporti d'acqua, ma non tutti i progetti si realizzano. Nella seconda metà dell'Ottocento matura l'ipotesi di cessione dei olini e compaiono sulla scena i f.lli Lanza.

Terza Parte: I Lanza ed altre iniziative manifatturiere.   (In preparazione)

Dalla cascina della Molinetta alla fabbrica di candele dei f.lli Lanza.

I molini della Molinetta.

Gli impianti sorgevano nell’area oggi occupata dalle cliniche maxillofacciale ed odontoiatrica dell'ospedale, a lato del parcheggio multipiano. Si raggiungevano attraverso la strada che proveniva da quella Reale di Nizza, corrispondente all’attuale via Abegg.

Elaborazione di:www.icanaliditorino.it su base Google Maps e catasto Rabbini (1866)

   I molini della Molinetta erano piccoli impianti rurali e periferici al servizio delle campagne comprese tra il Po ed il Sangone. Per gli abitanti del Drosso, di Borgaretto, Stupinigi, Mirafiori e Lingotto, I “Molassi” di porta Palazzo erano davvero lontani e molti si recavano illecitamente a macinare i loro grani fuori dal territorio comunale. All’inizio del Seicento la Città di Torino decise di costruire un nuovo molino in loco, alimentandolo con le acque delle sorgenti naturali della zona, per l’appunto detta di Millefonti. Seguì l’insediamento di un follone da panni, sostituito poi da un secondo molino. La cronica insufficienza d’acqua e le difficoltà strutturali di potenziarli segneranno la storia di questi impianti. In seguito le risorgive verranno integrate dagli scoli di alcune bealere, ma nemmeno il loro apporto risulterà decisivo.

   Nell’Ottocento alla Molinetta si insediò la fabbrica di candele e saponi dei F.lli Lanza, destinata a diventare una realtà industriale di rilevanza nazionale.

   Oggi dei molini della Molinetta non resta più traccia, tuttavia essi hanno lasciato il nome, o meglio il soprannome, al maggiore ospedale cittadino, nome che nessun torinese ignora.

Pianta della Molinetta nel 1845. I molini erano alimentati sia dall'acqua delle sorgenti naturali raccolte in uno stagno, sia da quella della bealera Cossola ed altre convogliate dal canale della Molinetta. Il complesso comprendeva: (a) il molino superiore, (b) la pesta da canapa, (c) la cantina, (d) il molino inferiore.

Fonte:  ASCT

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Ultimo aggiornamento del sito: 28/05/2020