La centrale elettica in regione Sebusto a Collegno

Il solo impianto industriale di rilievo alimentato dalla bealera Cossola in tempi relativamente moderni è stato la centrale idroelettrica situata in regione Sebusto a Collegno. Costruita all'inizio del Novecento per fornire energia al cotonifcio Rolla, segui le vicende proprietarie di questo stabilimento, passando all'Enel con la nazionalizzazione del settore elettrico. Fu dismessa nel 1967 e ricostruita nei primi anni Duemila nel contesto del rinnovato interesse verso le energie rinnovabili e grazie alle tecnologie che hanno reso convenienti i piccoli impianti di questo tipo.

LA CENTRALE DEL COTONIFICIO ROLLA

 

Nel 1905 l’imprenditore cotoniero Francesco Rolla (1) rilevò il Lanificio Sella di Collegno (2), che aveva cessato l'attività l'anno precedente. L'impianto si trovava nell’ansa disegnata dalla Dora sotto la rocca del Castello, che fin dal medioevo fu la zona “industriale” per eccellenza di Collegno, dove sorsero dapprima i molini feudali, poi il setificio del conte Provana ed i due opifici analoghi della famiglia Caccia. (3)

L’acquisizione incluse le due derivazioni d’acqua di cui godeva il lanificio, alimentate entrambe dalla traversa già appannaggio del filatoio del Conte che sbarra ancor oggi la Dora qualche centinaio di metri a monte. La prima derivazione, la più antica e già al servizio dei filatoi, era utilizzata per la produzione di forza motrice idraulica. Essa si trovava sulla sponda sinistra del fiume e all'interno dell’impianto si suddivideva in due rami davando direttamente movimen-to alle macchine. La seconda canalizza-zione, detta canale Sella, sfruttava un salto di circa 3 m e costeggiava la sponda sinistra della Dora fino alle turbine di una centrale idroelettrica collegata al lanificio. I due canali si riversavano entrambi nella Dora, l’uno a valle e l’altro immediatamente a monte dello sbarramento della bealera Cossola. Il cotonificio acquisì anche la concessione di forza motrice ottenuta dalla

Filatoi-Collegno.jpg

Il particolare di mappa del catasto Rabbini (1859) mostra l'assetto delle derivazioni esistenti nell'area prima delle vicende narrate in questa pagina: in alto il canale che alimenta il setificio Soldati (già Caccia) ed in basso quello del filatoio del conte Provana di Collegno, che diventerà prima il Lanifcio Sella e successivamente il cotonificio Rolla. Entrambi i canali sono derivati dalla traversa detta del Conte, non riportata in mappa. In alto è riportato invece un tratto della bealera Putea.

Cfr: AST, Catasto Rabbini, Mappa Originale del Comune di Collegno,

Foglio 1 (particolare)

precedente proprietà, ma non sfruttatata a causa del fallimento, di derivare dalla sponda sinistra della Dora altri 4 mc/s d’acqua. (4)

Cotonoficio Rolla - Collegno

Il Cotonificio Rolla razionalizzò i propri diritti d’acqua edificando una nuova centrale idroelettrica un paio di chilometri a valle, in località Sebusto. A tal fine furono vagliati due differenti progetti.

Il primo prevedeva di derivare l’acqua necessaria sulla riva sinistra della Dora potenziando l'antica traversa "del Conte" e  condurla alla centrale con un nuovo canale che, scavalcato il fiume, sarebbe proceduto  parte in galleria, parte in acquedotto, parte in trincea e parte in rilevato. La presa e il primo tratto della Cossola,  diventati inutili, sarebbero stati quindi abbandonati. (5)

La valutazione dei due progetti fu affidata all'ing. E. Bonelli. la prima ipotesi (linea rossa) prevedeva la costruzione di un nuovo canale alimentato dalla vecchia traversa del Conte. La seconda ipotesi (linea azzurra) contemplava invece l'utilizzo della presa e della bealera Cossola, opportunamente potenziate. Essa prevedeva anche l'arretramento dello scarico della bealera del Conte nel bacino di carico della presa della Cossola al fine di aumentarne il potenziale dinamico.

Fonte: ASCT, Cons. Bealere, Cons. Bealera Cossola,

Cart. 54 - fasc. 3

Il secondo progetto, quello prescelto, verteva sull’utilizzo delle opere di presa e del primo segmento della bealera Cossola per condurre fino ai 6-7 mc/s d’acqua alla nuova centrale, sfruttando il potenziale di un dislivello di circa 7,80 m. Tale progetto prevedeva il rinforzo e la sopraelevazione di 50 cm della diga esistente, l’adeguamento della sezione e del fondo dei tratti scoperti e in galleria del canale e degli scaricatori, la ricostruzione di vari ponticelli, la lisciatura in cemento dei rivestimenti e la sistemazione delle scarpate. In prossimità della centrale sarebbe stato consegnato al Consorzio della Cossola il corpo d’acqua assegnatogli dal riparto Pernigotti, mentre quello del Cotonificio sarebbe ritornato al fiume subito dopo l’uso. Il trasferimento a valle dell'imbocco avrebbe richiesto la costruzione di nuovi apparati di ripartizione, regolazione e misura delle acque da introdurre nella bealera. (6)

Entrambi i piani avrebbero assicurato al Consorzio la legittima competenza d’acqua ed al Cotonificio una forza motrice considerevole, stimata fino a 700 Hp, paragonabile a quella di cui disponevano i maggiori opifici torinesi ottocenteschi. (6) Il progetto scelto contemplava però considerevoli vantaggi aggiuntivi per il Consorzio della bealera. Diga e canale erano accordati solo in uso al Cotonificio, il quale si accollava peraltro gli oneri di manutenzione, mentre sarebbero rimasti al Consorzio proprietà e diritti, anche quelli su fututre migliorie e varianti. Il progetto prevedeva una spesa di circa L. 200.000, con un risparmio di L. 30.000 rispetto all’ipotesi alternativa. Il rischio che il Cotonificio, in linea teorica e per svariate circostanze, non immettesse nel canale la quantità d’acqua dovuta era scongiurato da specifiche misure tecniche e garanzie giuridiche comprese negli accordi siglati tra le parti. (8)

Con la costruzione della centrale idroelettrica e la conseguente ristrutturazione delle derivazioni e delle concessioni possedute il Cotonificio Rolla veniva così a disporre: (9)

  • Dell’energia idroelettrica prodotta sul dislivello di 3.20 m del canale Sella, quantificata in 112 cavalli. Il canale non veniva toccato dalla ristrutturazione poiché nasceva dalla sponda destra della Dora e scaricava prima della presa della Cossola.

  • Della forza idraulica generata dalla vecchia bealera del Conte, derivata in sponda sinistra, sebbene ridotta a soli 108 cavalli di potenza per l’arretramento dello scaricatore, effettuato per introdurre il corpo d’acqua utilizzato nella Cossola. Successivamente i 4,08 m di salto del canale potrebbero essere stati adibiti alla produzione idroelettrica con la realizzazione di una centrale sullo scarico, capace di circa 145 cavalli di potenza. (10)

  • Dei 474 cavalli ottenuti dalle due turbine del nuovo impianto e dalla ristrutturazione della Cossola, generati dalla caduta di circa 6.000 l/s sul dislivello di m 7.90.

Cotonificio Rolla, Collegno

La planimetria del progetto di variante di utilizzazione delle acque della Dora con la antica bealera del Conte di Collegno ad uso del cotonifcio Rolla del 23 aprile 1908 mostra la posizione della centrale idroelettrica, non necessariamente realizzata, da posizionarsi sullo scaricatore della bealera una volta  arretrato a monte della presa della Cossola. Il disesgno illustra con chiarezza la posizione delle due derivazioni a disposizione del cotonifcio Rolla.

Fonte: ASCT, Cons. Bealere, Cons. Bealera Cossola, Cart. 54 - fasc. 3

Risolta nel 1908 la controversia con la Città di Torino, che dal 1904 aveva in uso a vantaggio della propria fognatura 1.000 litri d’acqua della bealera nella stagione irrigua e 1.500 nel resto dell’anno, (11) furono avviati i cantieri, lavorando soprattutto in autunno e inverno per non interferire con l’attività irrigatoria.

La centrale elettrica e l’uso delle strutture di adduzione negli anni successivi passarono alla Società Anonima Manifatture Subalpine, succeduta al Cotonificio Rolla, e quindi alla Società Anonima Manifattura Dora, che subentrò alla precedente. Con atto del 27 marzo 1930 diritti e proprietà furono rilevati dalla Società Anonima Unione Esercizi Elettrici e infine dall’ENEL, nel contesto della nazionalizzazione degli impianti elettrici avvenuta nel 1962. (11) L'impianto venne dismesso nel 1967.

LA MINICENTRALE IDROELETTRICA COLLEGNO SALTO 3.

L’idea di ripristinare l'impianto idroelettrico dismesso dall'ENEL in regione Sebusto matura alla fine del secolo scorso, nell'ambito della valorizzazione delle risorse ambientali del territorio promossa dall'amministrazione civica di Collegno e della creazione del Parco agronaturale della Dora. (13)

La prima domanda di concessione per il nuovo impianto è presentata nel 1993 dalla Ditta Guglielmo Ermando. Nel 1999 la pratica viene rilevata dalla S.T.E. - Soluzioni Tecniche Energetiche S.p.A di Torino (gruppo C.I.E - Compagnia Italiana Energia S.p.A - Torino), proprietaria di parte degli immobili coinvolti nel progetto, la quale elabora il piano  operativo di recupero denominato "Centrale idroelettrica Collegno salto 3".  Esso prevede l'impiego del corpo d’acqua teorico di 10,7 mc/s della bealera Cossola e di alcuni

manufatti dell’impianto idroelettrico precedente. Nella fattispecie l'inter-vento comprende il recupero delle opere di presa, dei primi 2500 m. della bealera e delle strutture di rego-lazione e modulazione delle acque (sfioratori, scaricatori, dissabbiatore e camera di carico della centrale), nonchè il risanamento di parte del fabbricato esistente e la demolizione di quella a ridosso del fiume, ritenuta non più necessaria. Le vecchie apparecchiature idrauliche ed elettriche sopravvissute sarebbero state invece smantellate e rimosse.

Vecchia-centrale-Enel-e-cantiere_2.jpg

La foto aerea, di modesta qualità e un po' datata, mostra il cantiere della della nuova centrale idroelettrica. In essa sono ben visibili i resti del vecchio impianto che saranno in parte ripristinati.

Fonte: Bingmaps.com

Il progetto definitivo, presentato contestualmente allo studio di valutazione dell'impatto ambientale, comprende i seguenti interventi:

  • L’aggiunta a fianco della traversa di una scala di risalita per l'ittiofauna formata da una serie di soglie e vasche.

  • La riparazione dei tratti del canale adduttore danneggiati dall'alluvione dell’ottobre del 2000 e l’intonacatura delle parti con mattoni a vista.

  • La costruzione dell'edificio di centrale a ridosso della camera di carico esistente, avente dimensioni di 7 x 5,8 m. (pari ad una superficie di 40,60 mq) destinato alle apparecchiature di trasformazione dell'energia elettrica.

  • La realizzazione dell’opera di sfioro della vasca di carico (28,3 m x 9,00 m), lunga 64 m e preceduta da un bacino di calma (10,50 m x 3,7 m) con misuratore di portata con mulinelli.

  • L’adeguamento delle strutture di presa della Cossola, che ancora avrebbe fornito alla Città di Torino un certo volume d’acqua.

  • La riparazione e pulizia dell'opera di restituzione esistente.

  • La formazione di scogliere in massi vincolati.

Il recupero della centrale ha fornito l'occasione per creare uno spazio informativo di educazione alle tematiche ambientali all’interno del Parco agronaturale. La S.T.E. ha ceduto al Comune le aree per allestire tale spazio, insieme a quelle per la realizzazione della passerella ciclo-pedonale che unisce le opposte sponde del fiume e del parco, nonchè l'uso di alcuni locali del nuovo impianto.

Vecchia-centrale-Enel Collegno

A sinistra la tavola del P.R.G. del Comune di Collegno illustra lo spazio occupato dalla centrale idroelettrica e dall'area attrezzata "Robert Baden Powell", oggetto di scambio tra il Comune e la S.T.E. Il disegno non riporta la passerella gettata solo in seguto tra le due sponde del fiume. Nel disegno è invece ben visibile invece il terzo tratto sotterraneo dela bealera Cossola che scorre nel costone a strapiombo sul fiume. A destra i resti della vecchia centrale Enel.

Fonte: Città di Collegno, P.R.G. tav. 8.16, Variante n°3, ottobre 2005

La fase di valutazione di impatto ambientale è durata dal 2001 al 2005 ed ha richiesto adeguamenti che hanno modificato e ridimensionato il progetto. I lavori del cantiere si sono articolati su tre aree: la prima in corrispondenza della traversa per la realizzazione della scala di risalita dei pesci, la seconda lungo il canale Cossola e la terza in corrispondenza del fabbricato della centrale e della camera di carico. Al termine la centrale, appartenente alla categoria dei mini impianti idroelettrici - o minihydro - a flusso regolato, è entrata in produzione e lo è tutt'ora.

Centrale Idroelettrica Collegno Salto 3 - dati tecnici

Legenda:

A - Caratteristiche dimensionali di progetto sottoposte a VIA

B - Caratteristiche dimensionali modificate secondo elaborato integrativo VIA

C - Caratteristiche dimensionali in base a un DVM (deflusso vitale minimo) pari a 5 mc/s

 

(*)  Di cui 1.200 l/s al Comune di Torino

(**)  Di cui 900 l/s al Comune di Torino

Fonte: Provincia di Torino, Verbale di Valutazione Impatto Ambiantale della Centrale idroelettica Collegno Salto 3, 8 marzo 2005

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NOTE
  1. Francesco Rolla, del fu Giuseppe, era nato a Genova. La società da lui fondata aveva sede a Torino e capitale sociale di L. 3.000.000, di cui L. 900.000 versate. (ASCT, Consorzio bealere, Bealera Cossola, Cart. 54 - Pratiche varie, fasc. n° 3).

  2. La Società Anonima Manifattura e Lanificio Sella di Collegno, appartenente alla celebre famiglia industriale italiana, ebbe un ruolo chiave nello sviluppo locale. Non solo per la manodopera che impiegava, ma perché grazie ad esso fu introdotta l’illuminazione pubblica in città: nel 1891 infatti il Lanificio cedette alla municipalità l’energia elettrica generata in proprio ed eccedente le necessità. Lo stabilimento comprendeva un ampio spazio produttivo che si estendeva su un’area coperta di 6000 mq e che poteva contare su 200 Hp di forza motrice idraulica, integrati da 70 Hp generati dalla forza del vapore. Trecento operai al lavoro su 70 telai e 200 fusi producevano svariati tipi di stoffe in lana. Gli edifici furono progettati e costruiti dall’ing. L. Abate e l’impianto elettrico, alimentato da una dinamo Brown che illuminava 400 lampade a 16 candele, dagli ingegneri Waber e Lenner. In seguito ad una grave crisi chiuse i battenti nel settembre del 1904. Era di proprietà del Lanificio il molino adiacente all’impianto ed andato distrutto nel 1898 in seguito ad un incendio. (Pannelli a cura di Davide Morra mostra Acque Basse, Alpignano 2018).

  3. In epoca medioevale è documentata in loco la presenza di mulini per la macina del grano, della segale e della meliga, dotato di quattro ruote idrauliche; di un torchio per l’olio di noci; di una “pista” da canapa e di una fucina. Al setificio del conte Provana subentrò il Lanificio Sella, mentre l'edficio del minore dei due opifici della famiglia Caccia, risalenti al 1730, è stato recentemente recuperato e adibito a uso abitativo. (A. Bocco Guarneri, Il fiume di Torino: viaggio lungo la Dora Riparia, Torino, Città di Torino, 2010, p. 36).

  4. La domanda di concessione risale al 20 luglio 1904, il suo rilascio al decreto del Prefetto della Provincia di Torino del 12 gennaio 1905, il passaggio al Cotonificio all’atto del 2 maggio 1905, r. Teppati. (ASCT, Consorzio bealere, cart. 54, cit.)

  5. Cfr. Presentazione dell'ing. E. Bonelli dei due progetti di derivazione presentata dall'Amministratore delegato Francesco Rolla al cav. Notaio Devecchi, Presidente del Consorzio Bealera Cossola, 28 aprile 1905. (ASCT, Consorzi bealere, Consorzio bealera Cossola, Cart. 54, cit.)

  6. Idem.

  7. Disponevano di una forza motrice paragonabile a quella dei molini Dora e delle manifatture del Parco. D’altra parte la portata del canale adduttore alla centrale sarebbe stata paragonabile a quella dei canali dei Molassi e del Regio Parco.

  8. Cfr: Concessione di diritto d'uso del canale Cossola fatta dal Consorzio del canale Cossola al Cotonificio Rolla, 21 ottobre 1905. (ASCT, Consorzi bealere, Consorzio bealera Cossola, Cart. 54, cit.)

  9. Cfr. Presentazione dell'ing. E. Bonelli dei due progetti di derivazione... cit.

  10. Cfr. ASCT, Consorzio bealere, Bealera Cossola, Cart. 78, fasc. 7.

  11. La Città di Torino il 10 marzo 1906 chiese al Prefetto di ottenere il riconoscimento del diritto di derivare dalla Dora Riparia il corpo d'acqua indicato, che già prelevava senza concessione, in seguito ad accordi diretti col Consorzio della Cossola. Il cotonificio Rolla presentò opposizione poiché anch’esso, come si è visto prima ancora, aveva presentato alla stessa Autorità Prefettizia una domanda di concessione ad uso industriale dell’acqua della bealera. L’accordo interessò anche il Consorzio delle bealere nuova e vecchia di Lucento. (Verbale del Consiglio Comunale di Torino dell'8 novembre 1907, in: ASCT, Consorzi bealere, Consorzio bealera Cossola, Cart. 54, cit.)

  12. Cfr. ASCT, Miscellanea  LL. PP.  N° 1403, Deliberazione del Podestà 30 luglio 1932 et et alii.

  13. Le informazioni contenute nel paragrafo sono tratte da: Provincia di Torino, Determinazione del Dirigente del Servizio Valutazione Impatto Ambientale del 9 agosto 2001, Centrale idroelettrica Collegno Salto 3",  Comune di Collegno... Assoggettamento alla fase di valutazione di impatto ambientale..; Giunta Provinciale di Torino, Centrale Idroelettrica Collegno Salto 3 .... procedura di V.I.A... e giudizio positivo di compatibilità ambientale, Verbale n° 11, dell'8 marzo 2005; Città di Collegno, Consiglio Comunale, Piano regolatore generale comunale - variante n. 3… relativa all’individuazione di impianto tecnologico in ambito normativo “il parco agronaturale della Dora” connesso alla rifunzionalizzazione della centrale idroelettrica “salto 3”. Approvazione progetto definitivo, ottobre 2005. Tali documenti sono disponibili online.

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