Ruote e canali in Normandia

(France)

Bayeux - Ruota idraulica sul fiume Aure

La rete idraulica torinese è scomparsa. Potevano essere fatte scelte diverse? Esperienze differenti vi sono state. Senza rimorsi né rimpianti, vengono presentati i casi delle città normanne di Bayeux e Pont Audemer, quali semplici spunti di riflessione circa la valorizzazione del patrimonio storico e territoriale urbano.

Canali e bealere hanno sempre costituito un grave problema per Borgo Dora e gli altri quartieri della città che attraversavo. Forse le rare immagini che ci sono giunte paiono oggi suggestive, ma non bisogna dimenticare che essi rappresentavano una delle maggiori cause di degrado igienico-sanitario in aree dove le condizioni di vita degli abitanti erano di per sé molto basse. L’eliminazione delle canalizzazioni per decenni è stata invocata a gran voce in quei quartieri e considerata dalla stessa Amministrazione municipale un pas-saggio irrinunciabile per il risana-mento.

Il canale dei Molassi in borgo Dora negli ultimi anni di attività.

Fonte: www.leimmaginidelcambiamento.it

Canale dei Molassi - Torino

Nelle zone più periferiche le vecchie derivazioni a cielo aperto interferivano con l’espansione della città e del reticolo delle nuove vie previste dai piani edilizi. La copertura risultava costosa ed antieconomica, sia in assoluto, sia in relazione alle limitate funzioni ormai svolte. La lentezza con cui la rete idraulica venne smantellata dipese soprattutto dalla difficoltà a raggiungere accordi amichevoli di compensazione con i titolari delle ultime concessioni rimaste, ma la sua soppressione rimase un obiettivo di fondo che alla fine la municipalità raggiunse. Tale obiettivo venne caldeggiato e sostenuto anche dalla stampa cittadina e nessuna voce si levò a difesa dei vecchi corsi d’acqua, divenuti ormai inutili e maleodoranti cloache a cielo aperto, ricettacolo di rifiuti, fonte di umidità e di miasmi fino a rendere l’aria irrespirabile soprattutto in estate, causa di infiltrazioni nelle cantine e habitat ideale per moscerini, zanzare e topi. L’eliminazione dei canali e delle bealere ebbe anche un forte valore simbolico per la città. Nell’immaginario collettivo rappresentò la cancellazione di un recente passato di povertà da lasciarsi alle spalle e dimenticare in fretta nel momento in cui una modernità e un benessere insperati apparivano finalmente a portata di mano.

Poteva andare in modo diverso? Qualcosa, magari un tratto del canale dei Molassi, poteva essere conservato? Probabilmente no. In ogni caso non è mai saggio ripensare il passato con gli occhi ed il senno del presente. Tuttavia altrove le vecchie strutture idrauliche esistenti nei centri storici sono state mantenute, quali testimonianze della memoria storica locale ed originali elementi di arredo urbano. I due casi proposti, Bayeux e Pont Audemer, sono piccole città della provincia normanna molto differenti dalla nostra da ogni punto di vista, ma i risultati ottenuti sembrano paiono accattivanti. La capacità dei francesi nel valorizzare la storia del loro territorio è ben nota. Tuttavia qualcosa in tal senso sta germinando anche in Italia. A questo proposito non si può non guardare con un pizzico di invidia al grande progetto caldeggiato dal sindaco Giuseppe Sala in una città a 120 km ad est da noi di riportare alla luce i vecchi navigli.

Bayeux

Bayeux è città normanna di poco meno di 14.000 abitanti, situata nel dipartimento del Calvados. Risparmiata dalle distruzioni della Seconda guerra mondiale, possiede un centro storico medievale molto ben conservato, ricco di chiese e di case a graticcio, attraversato dal fiume Aure e da numerosi canali da esso derivati. Dal pont de Saint-Martin è visibile la ruota idraulica di una antica conceria collocata sull'Aure, mentre sul canale che costeggia  l'Allée des Tanneurs si trova il mulino Croquevieille.

Ruota idraulica a valle del pont de Saint-Martin

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Il mulino Croquevieille

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Pont Audemer

Pont-Audemer è un’antica città dell'Alta Normandia che conta poco meno di 9.000 abitanti. Essa vanta antiche tradizioni conciarie e sue produzioni erano ben conosciute anche nel Piemonte dell’inizio del XIX secolo. L’abitato è attravwersato dai due bracci del fiume Risle e numerosi canali ne percorrono il centro storico. Forse l’appellativo di “Venezia normanna” è eccessivo e la città  è meno pittoresca di Bayeux, ma forse è di interesse anche maggiore perchè rende l’idea di quale aspetto potesse avere un centro produttivo di epoca proto industriale.

I canali attraverso la città

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La città in un'immagine dei primi del Novecento.

Fonte web.

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