Il Canale Meana

Doragrossa  e le "doire"

Le canalizzazioni interne alla città

ABSTRACT

Già in epoca medievale le acque provenienti dalla Dora Riparia scorrevano lungo le strade di Torino. Una rete di condotti urbani detti “doire” era utilizzata per bagnare orti e giardini, pulire strade e mercati, sgomberare la neve e spegnere gli incendi. Il duca Emanuele Filiberto potenziò questa rete, che trovava il proprio asse portante nel canale che percorreva l’antico decumano, detto Doragrossa, che diede il nome alla strada poi divenuta via Garibaldi. Una "doiretta" minore fluiva lungo l’attuale via Bertola. Tale sistema idrico era tipico di Torino e non mancò di suscitare curiosità e meraviglia tra i viaggiatori, che in passato non mancarono di menzionarla nei loro resoconti. La Doragrossa in seguito fu coperta, ma alla bisogna l’acqua continuò fluire nelle vie cittadine, regolata da un partitore collocato in fronte ai Quartieri militari, presso la porta Susina. Nella prima metà dell'Ottocento il sistema delle “doire” fu sostituito da condotti sotterranei tuttora esistenti.

Torino - Augusta Taurinorum - 1572 - G. Carracha

Nel disegno di G. Carracha (Jan Kraeck) risalente al 1572,  si distinguono la Doragrossa, che scorre al centro della città dalla porta Segusina (in alto) alla porta Fibellona (in basso), e la "doiretta" sulla sinistra.

Fonte: BNF-GALLICA

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