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Atti dell'Inchiesta industriale Italiana 1870-1874

Intervista a Michele Lanza sulle condizioni operative della sua fabbrica di candele e saponi

     Tra il 1870 e il 1874, il Parlamento italiano promuove un’inchiesta sulle condizioni dell’industria nazionale, focalizzata sugli effetti delle imposizioni daziarie (e dei dazi al consumo in particolare), sull’efficienza del servizio ferroviario e sulla condizione operaia. L’indagine coinvolge diciassette settori e viene condotta attraverso questionari somministrati alle imprese e colloqui con i maggiori imprenditori di ogni regione. Ne discende un’interessante survey sulle condizioni operative dell’industria italiana in epoca postunitaria. Per il Piemonte e per la Fabbrica di candele steariche e saponi dei F.lli Lanza risponde Michele Lanza, figlio di Vittorio, da non confondere con l'omonimo nipote attivo anche nel settore automobilistico.

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     Lo scenario che emerge è ben diverso da quello celebrativo delle Esposizioni industriali, e non mancano criticità ed ombre, in primo luogo per ciò che concerne la presenza sui mercati esteri e la con-

Atti Del Comitato dell'Inchiesta Industriale (1870- 1874). Deposizioni scritte. Categoria 3 § 1 Candele steariche, Piemonte, provincia di Torino, p. 7, Roma, Stamperia Reale, 1874. Ristampato da Archivio Storico dell'Industria Italiana nel 1954. Il documento è disponibile on-line.

correnza internazionale. D’altra parte lo scopo dell’inchiesta è proprio quello di approfondire le problematiche operative delle imprese. Tale scenario è, per forza di cose, di parte, e forse le accuse alle politiche governative celano questioni imprenditoriali di altra natura. Nondimeno, le parole di Michele Lanza delineano un prezioso quadro del contesto organizzativo, produttivo e commerciale affrontato da un’impresa italiana di primo piano caparbiamente impegnata sui mercati mondiali.

Il lavoro

L’opificio impiega circa 200 operai, divisi in egual misura tra uomini e donne. La giornata di lavoro è di 11 ore e i salari variano da L. 1 a L. 2,50 per i lavoratori a giornata, mentre le retribuzioni sono maggiori per quelli a fattura. I compensi sono ritenuti comparabili con quelli dei fabbricanti stranieri e non costituiscono un problema. (*)  Diverso è il discorso per quanto concerne i trasporti e l’energia.

L'energia

La fabbrica utilizza un motore idraulico da 23 cavalli che, non stupisce apprendere, «fornisce energia in modo assai incostante, in quanto il piccolo corso d’acqua derivato dalla Dora che lo alimenta, con grave danno per l’opificio, è secco sei mesi l’anno». Così l'energia idraulica viene integrata da ben sei generatori di vapore della forza complessiva di 214 cavalli. L’elevato prezzo del carbon fossile (da 40 a 44 lire la tonnellata, franco fabbrica) è un fattore di costo molto penalizzante rispetto alla concorrenza straniera, tanto più che il minerale è impiegato anche in altre fasi della produzione. L’azienda sarebbe ben disposta a sfruttare la forza dinamica del Po, che scorre a  soli 150 metri dalla fabbrica, facendosi carico dei costi, «se solo il municipio volesse secondarla». Non si entra nel merito della questione, ma pare chiaro che l'ipotesi non incontra il favore dell’Amministrazione civica, e non verrà realizzata nemmeno in seguito.

I trasporti

I costi di trasporto costituiscono una criticità non minore a causa degli elevati volumi di traffico generati per sua natura dallo stabilimento. Lo svantaggio riguarda innanzitutto le comunicazioni con l’Italia meridionale. Il porto di Napoli, ad esempio, «risulta più vicino ai porti dell’Ovest di Europa che non ha Torino. Mentre infatti da Londra, Ancona, Amsterdam e Amburgo si spediscono a Napoli 100 kg di candele pagando da tre a quattro lire di nolo, la casa Lanza (da Genova) deve pagare sette lire e più». Con una dettagliata nota delle spese l’imprenditore dimostra che la spedizione da Torino a Napoli di quattro casse di candele steariche dal peso complessivo di 378 kg, con trasbordo a Genova dalla ferrovia alla nave, è di L. 9,31 ogni 100 per kilogrammo. La voce di costo più gravosa è quella ferroviaria, e a tal proposito egli desidererebbe allacciarsi alla ferrovia di Genova, che passa a soli 400 m dalla fabbrica, costruendo a proprie spese il binario di raccordo, ma anche in questo caso si frappongono difficoltà burocratiche della Direzione ferroviaria che non verranno mai superate.

Fattori e processi produttivi

Macchinari, processi di lavorazione e tecnologie non costituiscono, in via di principio, un problema: attrezzature, macchine, caldaie e forni sono costruiti nello stabilimento o reperiti sul mercato nazionale, rivolgendosi alle importazioni solo quando i prezzi sono più vantaggiosi o i prodotti più innovativi. In ogni caso, viene sottolineata l’attenzione dell’azienda per ogni possibile innovazione o miglioramento di prodotto e di processo. Da un punto di vista tecnico-operativo si apprende che:

  • Il consumo di materia prima varia di anno in anno, in funzione delle circostanze e dei prezzi, e in media si aggira attorno al milione di kilogrammi annui. La fabbrica impiega sevo (o sego) di bue, montone e capra, reperito sia in Italia che all’estero, e in particolare in Russia e dalla Plata, a prezzi che vanno da 100 a 140 lire al quintale franco fabbrica.

  • La separazione della glicerina dalle sostanze grasse avviene sia con processo di distillazione, sia per saponificazione. Il primo è ritenuto preferibile, ma dalla saponificazione si ricava un semilavorato più compatto, duro e di maggior valore. Questo prodotto però offre pochi guadagni: in piccola parte viene venduto ai farmacisti e ai fabbricanti di cotone, mentre il resto va perduto.

  • L’oleina è ricavata trattando la stearina a freddo o caldo, con presse idrauliche verticali e orizzontali «della forza da 200 a 250 atmosfere». Essa viene impiegata completamente nella saponificazione effettuata con la lisciva caustica. Se ne ottiene un solo tipo di sapone, di colore giallo, per uso ordinario.

  • La soda caustica è importata dall’Inghilterra al prezzo che varia tra 60 e 80 lire al quintale. Gli elevati prezzi del carbone e del sale ne scoraggiano la preparazione in proprio, ma le importazioni non gravano molto sui costi.

  • L’acido solforico, invece, viene fabbricato in proprio utilizzando nitrato di soda e zolfo; quest’ultimo proviene dalla Sicilia e dalle Romagne al costo di 150-160 lire la tonnellata, reso fabbrica. Il consumo annuo è di circa 180.000 kg a 60 gradi.

Le difficoltà maggiori riguardano l’accesso al mercato in ogni sua accezione: dalla domanda nazionale ed estera alle materie prime e ai prodotti finiti, dalle importazioni alle esportazioni. Michele Lanza sottolinea con forza le difficoltà degli imprenditori italiani a competere con i concorrenti di altri paesi a causa delle politiche governative fiscali e tariffarie.

La produzione e il mercato interno​

La produzione della fabbrica segue l'andamento del mercato. Negli ultimi dieci anni le vendite sono leggermente aumentate, ma non nella proporzione attesa in seguito all’Unità d’Italia; l'incremento riguarda soprattutto l’Alta Italia, che rimane il mercato di riferimento dell'azienda, mentre  «lo smercio nella Bassa e Media Italia» è penalizzato dai costi di trasporto elevati. Le candele steariche e la stearina determinano i fatturati maggiori e sono le sole a subire la concorrenza estera. Le esportazioni sono limitate poiché, ammette l'imprenditore, la competizione con la concorrenza straniera «rivaleggia nella qualità e non nel prezzo». Il sapone, per ora, è una produzione secondaria, venduta per la maggior parte nelle «antiche province», e non viene esportato.

Le politiche tariffarie condizionano negativamente in primo luogo il mercato interno, poiché dai dazi al consumo applicati da tutte le città della Penisola. Il petrolio - tutto di provenienza estera - in Italia è importato liberamente, nonostante la concorrenza che esercita su olio e candele. Il vantaggio che gode rispetto a queste ultime è fortissimo: si pensi che la Città di Torino applica al petrolio un dazio di 5 lire ogni 100 kg, mentre le candele steariche ne pagano ben 15.

I dazi, la concorrenza e il mercato internazionale

 

La tariffazione internazionale rappresenta l’altra grande problematica.

  • Innanzitutto riguarda le importazioni di sevo, gravate in dogana dall’imposta di una lira ogni 100 kg, a cui si aggiungono due decimi per diritto di guerra. All’estero tali importazioni sono esenti da dazio, e ciò costituisce una forte penalizzazione per i fabbricanti italiani, anche in considerazione delle grandi quantità utilizzate. Si richiede quindi al Governo un pari trattamento tariffario, eliminando quei diritti che si reputa creino poco profitto all’Erario ma gravi danni per le imprese. Si propone per contro l’applicazione di un dazio sul sevo esportato, come accade nella Repubblica della Plata

  • Per quanto concerne le imposizioni doganali applicate ai prodotti finiti, Michele Lanza non ha nulla da eccepire per quanto concerne i saponi, mentre fa osservare che esse risultano fortemente penalizzanti per le steariche, la principale produzione dello stabilimento. Le candele importate pagano, infatti, un dazio di L. 10 ogni 100 kg (e la stearina di L. 5); mentre a quelle esportate è applicata una tariffa del 10% sul valore (il 5% per la stearina): di fatto, l’imposizione è tutta a svantaggio dei fabbricanti nazionali. Si propone di uniformare la tariffazione con un’imposizione unica del 10% sul valore di importazioni ed esportazioni di candele e stearina.

  • In ultimo l’imprenditore lamenta gli enormi danni provocati alle imprese italiane dal corso forzoso della lira, che sono costrette a pagare in oro la materia prima, in massima parte importata, con forti aggravi di costo rispetto alla concorrenza straniera.

Il quadro complessivo risulta quindi avverso alle imprese italiane del settore, per le quali si chiede di intervenire per dovuto «principio di giustizia». Esse si trovano a concorrere in condizioni di grande svantaggio rispetto ai produttori stranieri, i quali godono di condizioni e facilitazioni che i fabbricanti italiani sono ben lontani da avere. I vantaggi della concorrenza estera non riguardano solo le tariffe doganali, ma si estendono ad altri fattori, quali la carta moneta e i combustibili che, viene ribadito, rappresentano una voce di costo rilevante. A tal proposito, si osserva che nei Paesi Bassi e ad Amburgo le imprese non subiscono, o quasi, tal genere di aggravi, e possono procurarsi il combustibile a prezzi infinitamente più favorevoli. Se gli industriali italiani fossero messi in condizioni di competere ad armi pari con gli stranieri, conclude Michele Lanza, i prodotti della sua fabbrica potrebbero trovare sbocchi ben più ampi sui mercati esteri, in particolare nell’America meridionale.

(*) I Lanza, sotto questo profilo, paiono imprenditori illuminati e prenderanno in seguito una posizione netta contro il lavoro dei fanciulli. Si veda a tal proposito gli Annali dell'industria e del commercio. Sul lavoro di donne e fanciulli, Tipografia eredi Botta, 1880, Torino, p. 125

Prima pubblicazione della pagina: 21-09-2021