Il Canale Meana

Il canale industriale torinese per antonomasia

Il Canale Ceronda

ABSTRACT

Il canale Ceronda fu il canale industriale torinese per antonomasia. Venne istituito con Regio Decreto nel 1869 per promuovere lo sviluppo dell’industria in città dopo il trasferimento della Capitale. Una una parte del Consiglio municipale giudicava con scetticismo un futuro manifatturiero per  Torino e riteneva sprecato l'investimento necessario, domandandosi come avrebbero potuto  essere impiegati 400 o 500 nuovi cavalli di forza motrice idraulica.

 

Il canale nasceva dal torrente Ceronda, a Venaria Reale, ed a Lucento si divideva in due rami che percorrevano il territorio settentrionale di Torino, mantenendosi rispettivamente al di sopra e al di sotto della Dora Riparia.

Il ramo sinistro venne inaugurato 1871 ed aveva portata media di 2.000 l/sec. Così ne descrive il tracciato la Dimostrazione grafica e relativa descrizione delle bealere esistenti nel territorio - zona suburbana del 1911. (*)

 

"Entra in città alla barriera di Lanzo, o meglio a cinquanta metri circa ad occidente dall’ingresso principale delle Officine di Savigliano, nel tratto della via Circonvallazione che dalla barriera di Lanzo conduce a quella Valdocco. Traversa - scoperto ed obliquando a sinistra - i prati entro cinta, adiacenti alla stazione Dora; passa sotto la stazione stessa, traversa il corso Principe Oddone e, rasentando a sud l’oleifìcio della Ditta Rossi, si accosta - ancora scoperto - alla via Lanzo presso quella Piossasco. Costeggia quindi la via Lanzo, a sud, scoperto ad intervalli, fino in prossimità della casa al civico n° 7. Traversa quindi la via Lanzo, penetra nella ex conceria F.lli Bocca ed esce in prossimità della ferrovia di Lanzo in via Mondovì. Taglia poi subito questa via e successivamente via Carmagnola ed attraversa - scoperto – lo scalo merci della ferrovia di Lanzo, uscendo in corso Vercelli a circa cento metri a nord del corso Emilia. Traversato il corso Vercelli,' entra - ancora scoperto - nel cotonificio della Ditta Bass & C, lo attraversa in linea retta ed esce in via Ponte Mosca di fronte al civico n° 32. Taglia quindi la via in senso diagonale e si dirige in via Chivasso percorrendo un tratto di 40 metri circa; svolta dopo a destra e passa sotto l’edificio delle scuole municipali dell’Aurora. Traversa quindi il corso Brescia in corrispondenza del civico n° 4 e si addentra nelle ex fonderie Poccardi. Passa successivamente nell’antico stabilimento Gilardini, ne esce all’angolo della via Aosta e corso Firenze e prosegue, quasi nel centro di questo corso, fino a circa cinquanta metri a monte del ponte delle Benne, nel qual punto termina nella Dora".

 

Il ramo destro fu aperto qualche anno prima, anch'esso con portata di 2.000 l/sec. Dalla stessa fonte se ne riporta la descrizione del tracciato.

"Entra in città alla barriera del Martinetto, dopo aver costeggiato, a nord, la strada delia Pellerina, e divenga coperto dalla via Circonvallazione in poi. Percorre la via San Donato, fiancheggiando prima i molini del Martinetto e portandosi poi fra i binari del tram. All’altezza della conceria Fiorio il canale si sposta verso le case a nord di via San Donato e segue la via lino a quella Balbis. Svolta quindi in questa via e devia, dopo la via Carena, in quella Bonzanigo svoltando poscia in via Pinelli. Traversa in seguito la parte a ponente del corso Principe Oddone, passa sotto la ferrovia e prosegue nella parte a levante del corso anzi citato sino a quello Regina Margherita. Svolta poi in questo corso e lo percorre nel viale centrale ed a breve distanza dalla banchina a nord, fino al rondò Rivella, passando sotto il capolinea dei tram del Poro Boario e Ospedale Mauriziano, in piazza Emanuele Filiberto. Imbocca quindi il corso San Maurizio e lo percorre, rasentando i binari del tranvia, fino a via Rossini. Devia quindi a sinistra; rasenta il numero civico 31 del corso, s’addentra nello stabilimento meccanico Bollito e Torchio e ne esce in via Montebello di fronte a via degli Artisti. Prosegue infine nel centro di quest’ultima e va dritto al Po, nel quale si scarica".

  

(*) ASCT, Collezione X, vol. 92. 

Canale ceronda, rami destro e sinistro